La risposta emotiva nell’infortunio e nel processo riabilitativo.

Ottobre 5, 2022

La risposta emotiva nell’infortunio: quali sono i principali fattori psicologici che influenzano l’esperienza dell’infortunio?

Wiese-Bjornstal (1998) ha proposto un modello (Fig. 1) per la comprensione del processo di risposta emotiva e psicologica all’infortunio. Secondo tale modello, la risposta psicologica all’infortunio e al processo riabilitativo dipende dalla valutazione cognitiva a cui vengono sottoposti due ordini di fattori: personali e situazionali.

La risposta emotiva nell’infortunio i fattori personali

I primi si dividono a loro volta in quattro categorie e riguardano:

  1. Infortunio: storia, severità, cause percepite e stato della guarigione.
  2. Differenze individuali: psicologiche, di personalità, percezione di sé stessi, motivazione, tolleranza al dolore, livello di atletismo, capacità di coping (ossia di fronteggiare la situazione), storia dei fattori di stress e umore.
  3. Caratteristiche demografiche: genere, età, etnia, stato socio-economico ed esperienze sportive precedenti.
  4. Caratteristiche fisiche: utilizzo di aiuto ergogenico (ossia fattori esterni che permettono di migliorare la prestazione o il recupero, possono essere meccanici, farmacologici, fisiologici, nutrizionali o psicologici) e disturbi dell’alimentazione e della nutrizione.

I fattori situazionali

Mentre, quelli situazionali si dividono in:

  1. Sport: quale, livello di partecipazione, periodo della stagione e pratica vs competizione.
  2. Sociali: influenza dei compagni di squadra, influenza dell’allenatore, dinamiche familiari, influenze del team medico, supporto sociale e tipo di etica/filosofia sportiva.
  3. Ambiente: tipo di riabilitazione e possibilità di accesso alla riabilitazione.

Valutazione cognitiva

La valutazione cognitiva, da cui poi dipenderanno le risposte emotive e comportamentali, consiste in: regolazione dell’obiettivo, valutazione delle possibilità di recupero, credenze e attribuzioni (rispetto all’infortunio e al recupero), percezione di sé stessi, senso di perdita e dolore, e capacità cognitive di coping.

Secondo questo modello la valutazione del danno causato dall’infortunio riveste un ruolo cruciale nell’influenzare la risposta emotiva e comportamentale durante il processo riabilitativo.

Risposta fisiologica agli infortuni sportivi

Figura 1. Modello integrato di descrizione della risposta psicologica agli infortuni sportivi e al processo di riabilitazione (Wiese-Bjornstal, 1998).

Altri fattori che influenzano la risposta emotiva nell’infortunio e nel processo riabilitativo.

Altri fattori che influenzano il processo riabilitativo e l’infortunio sono i tempi di recupero e il modo in cui si affrontano queste esperienze: se considerati come un ostacolo da superare e un’esperienza da cui trarre degli insegnamenti che possono migliorare la conoscenza che si ha di sé stessi, sia come persona che come atleta, l’esito della riabilitazione sarà migliore e i tempi di recupero più brevi.

L’accettazione precoce dell’infortunio e un atteggiamento proattivo, uniti a una buona conoscenza delle conseguenze legate al trauma e di che cosa comporterà il percorso riabilitativo possono contribuire a dissipare i pensieri e le risposte emotive negative.

Dalla letteratura emerge che le principali paure legate a un infortunio riguardano la perdita d’indipendenza, della propria posizione all’interno della squadra, della forma fisica, di dover chiedere aiuto e della propria identità di sportivo.

Al tema dell’identità sono strettamente legati quelli di fragilità e vulnerabilità che risultano esserne una componente importante nella sua strutturazione. L’emergere di questi sentimenti va a intaccare quelle componenti, quali stima di sé, sicurezza, autoefficacia, consapevolezza delle proprie capacità, che giocano un ruolo importante nei livelli di impegno e prestazione dell’atleta.

risposta emotiva nell’infortunio e percezione di controllo

Un altro aspetto importante legato al processo di recupero è determinato dalla percezione di controllo e responsabilità personali rispetto alle possibilità di recupero. In altre parole, un outcome positivo può dipendere in buona parte da quanto l’atleta sente ed è convinto che il buon esito della riabilitazione dipenda da lui.

McDonald e Hardy (1990) suggeriscono che la riabilitazione sia un processo attivo che impegna gli atleti in una serie di compiti sottolineando così l’importanza di mantenere a un buon livello la motivazione e il focus dell’attenzione sul processo di guarigione.

Altri fattori positivi riguardano il supporto sociale, quello dello staff medico, l’affrontare l’infortunio come un’opportunità per conoscere meglio sé stessi.

Uno degli aspetti emotivamente più difficili nell’affrontare l’infortunio e la riabilitazione concerne l’aderenza alle pratiche riabilitative. Spesso rimanere ingaggiati nel percorso riabilitativo può essere difficile per una serie di motivi e questo può portare a perdita di motivazione, o a non curarne tutti gli aspetti, oppure, una volta che ci si sente meglio, ad abbandonarlo prima che sia terminato con conseguente aumento del rischio di ricadute.

In sintesi, l’influenza principale del modo di pensare e comportarsi dell’atleta rispetto alla risposta emotiva è determinata dai livelli di concentrazione e di impegno profusi nella riabilitazione, dal tipo di atteggiamento nei confronti della possibilità di ottenere un pieno recupero (ottimismo vs pessimismo). La risposta emotiva dipende dalla capacità di mantenimento della propria stabilità personale, dalla valutazione della situazione, dalla ricerca di supporto sociale, dalla proattività e positività con cui si affrontano infortunio e processo riabilitativo e dal considerare quest’ultimi come delle sfide da affrontare che permetteranno di conoscere meglio sé stessi.

Alvaro Fornasari Psicologo Vigevano Logo
Dott. Alvaro Fornasari Psicologo
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