Indice di massa corporea (IMC)

Indice di massa corporea (IMC)

L’Indice di Massa Corporea (Body Mass Index – BMI) è un indice utilizzato nella valutazione antropometrica dello stato nutrizionale che mette in correlazione peso e altezza. Si ottiene dividendo il peso corporeo (kg) per la statura (metri) al quadrato (ICM= peso/(altezza)2).

Indice di massa corporea: indicatore di sovrappeso e obesità

Attualmente è l’indicatore più utilizzato nella valutazione clinica e nella classificazione del sovrappeso e dell’obesità. Nel 1985 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito i valori dell’ICM con cui discriminare le condizioni di sottopeso, normopeso, sovrappeso e obesità.

Classificazione Indice di massa corporea

Classificazione del peso in base all’ICM (OMS, 1985)

CLASSIFICAZIONE

ICM

RISCHIO DI MALATTIA

SOTTOPESO

< 18.5

BASSO

NORMOPESO

18.5 – 24.9

NORMALE

SOVRAPPESO

25 – 29.9

AUMENTATO

OBESITÀ CLASSE I

30 – 34.9

MODERATO

OBESITÀ CLASSE II

35 – 39.9

SEVERO

OBESITÀ CLASSE III

> 40

MOLTO SEVERO

Le classi in cui è stato suddiviso l’ICM permettono una valutazione quantitativa del rischio di sviluppare patologie correlate alla malnutrizione. Diversi studi hanno infatti dimostrato che a partire da un ICM maggiore di 25 aumentano i rischi per la salute con una diminuzione della spettanza di vita e un peggioramento della qualità di vita.

Le condizioni di salute e di vita migliori corrispondono all’intervallo di valori compreso tra 18.5 e 25.

Limiti dell’indice di massa corporea

Nonostante il suo diffuso utilizzo nella valutazione clinica, i risultati forniti dall’impiego dell’ICM presentano diversi limiti. Innanzitutto, non consente di valutare la composizione corporea, infatti, non permette di discriminare tra massa grassa e magra. Di conseguenza, non essendo sufficiente per effettuare una valutazione obiettiva della composizione corporea, deve essere contestualizzato in base alla composizione corporea e alla storia del peso.

Inoltre, tale caratteristica, non permette di interpretare, soprattutto in associazione all’attività fisica, una sua variazione in negativo come la reale perdita di massa grassa o magra. Oltre che con l’attività fisica, sono state riscontrate significative discordanze, nella correlazione tra ICM e massa grassa, in relazione ad etnia, età e stati patologici che causano alterazioni dello stato di idratazione.

Non può essere utilizzato per i soggetti minori di 18 anni, dato che, in età evolutiva, l’ICM aumenta all’aumentare dell’età.

In conclusione, l’ICM risulta essere un indice utile a livello epidemiologico, ma nella pratica clinica il suo utilizzo si riduce allo screening iniziale, dato che è un indicatore a bassa sensibilità e specificità, e non permette di porre una diagnosi di eccesso di adiposità.

Informazioni su Psicologia dell’Alimentazione

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Obesità: uno sguardo d’insieme.

Obesità: uno sguardo d’insieme.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce il sovrappeso e l’obesità come condizioni caratterizzate da eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo, tale da influire negativamente sullo stato di salute del singolo individuo, condizione che inficia la qualità e l’aspettativa di vita (6-7 anni di vita in meno per una condizione di obesità a 40 anni). Infatti, l’eccesso di peso si associa spesso a un elevato numero di patologie croniche (ad es. diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa e cardiopatia ischemica).

Obesità come malattia cronica

L’obesità è ormai considerata una malattia cronica, quindi con evoluzione tendente al peggioramento, caratterizzata da eziologia multifattoriale, danno organico, sofferenza psicologica ed esistenziale, difficoltà nelle relazioni sociali e interpersonali.

Classificata come primaria e secondaria

Viene classificata in primaria (o essenziale) e secondaria. Nella prima categoria rientrano tutte quelle forme (oltre il 90% dei casi) di cui non si riesce a individuare l’esatta causa eziologica essendo determinata dall’interazione di diversi fattori: genetici, metabolici, nutrizionali, sociali e culturali.

Invece, quelle secondarie sono definite da cause note e comprendono forme di origine genetica, forme derivanti da disfunzione ipotalamica, forme legate a malattie endocrine (sindrome di Cushing, ipotiroidismo) e forme motivate da Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione.

Da cosa dipende lo sviluppo dell’obesità

Come abbiamo visto le più comuni forme di obesità sono a eziologia multifattoriale risultante da una complessa e reciproca influenza tra genetica e ambiente. Dunque, lo sviluppo della malattia è determinato dall’interazione, da una parte, di fattori ereditari genetici che influenzano per il 40-70% il valore dell’Indice di Massa Corporea (IMC), la composizione corporea, la distribuzione di grasso viscerale e della massa grassa dell’adulto, e, dall’altra, di fattori ambientali quali abitudini alimentari, stile di vita (attività fisica, consumo di alcool), condizioni socio-culturali (livello educativo, situazione occupazionale e suoi cambiamenti, stato civile, condizioni abitative, relazioni sociali), status economico (le forme più gravi di obesità predominano nelle fasce di popolazione con più basso livello socio-economico), condizioni fisiologiche (sesso, età, malattie) e terapie farmacologiche.

Percorso terapeutico come processo di controllo

La complessità del problema e la sua natura cronica rendono la cura complicata e la guarigione rara: è più utile vedere il percorso terapeutico come un processo di controllo della malattia che dura per tutta la vita.

Di fatto, l’obesità si caratterizza per essere una malattia in cui la recidiva e il recupero del peso sono comuni e il trattamento è spesso più frustrante della malattia. Inoltre, ad aggravare il quadro si aggiunge la condizione che, spesso, in circa i due terzi dei casi, l’obesità è in comorbidità con altre patologie croniche: malattie metaboliche (diabete di tipo II, dislipidemia, infertilità femminile, sindrome dell’ovaio policistico, ecc.), neoplasie, malattie cardiovascolari, asma, apnee ostruttive notturne, osteoartrite, disturbi psicologici (ansia, depressione, isolamento sociale), reflusso gastroesofageo, incontinenza urinaria, fascite plantare, ecc.

Tutte queste caratteristiche fanno si che il percorso di cura dell’obesità richieda la messa in campo di diverse professionalità, ossia di un’equipe multidisciplinare che sia in grado di prendere in carico la molteplicità di difficoltà che riguardano la persona con obesità.

Informazioni sul Disturbo dell’obesità

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Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione: Livelli Minimi di Assistenza.

Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione: Livelli Minimi di Assistenza.

L’Academy for Eating Disorders (AED) ha da poco pubblicato un documento in cui sono indicati i Livelli Minimi di Assistenza e le Linee Guida Basilari e non prescindibili per il riconoscimento e il trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (DAN).

Raccomandazioni per trattare i Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione

Lo scopo principale delle raccomandazioni elencate in questo documento è quello di fornire ai professionisti della salute, che hanno in carico pazienti con DAN e che non possono appoggiarsi a un presidio specialistico, gli strumenti di base per affrontare questi disturbi e prendersi cura della sofferenza delle persone che ne sono affette. In esso sono delineati gli elementi fondamentali e i sintomi comuni dei DAN e per ogni singolo disturbo (Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Binge Eating Disorder, Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo) le principali peculiarità sintomatologiche, le caratteristiche del trattamento e cosa fare una volta raggiunti gli obiettivi minimi (recupero del peso corporeo, gestione delle emozioni, diminuzione sintomi, ecc.) della terapia.

Raccomandazioni utili per pazienti e familiari

Queste raccomandazioni, oltre che per i professionisti della salute, risultano essere utili anche per coloro che soffrono di DAN e i loro familiari: forniscono le informazioni fondamentali per riconoscerli in noi stessi e negli altri, per sapere cosa aspettarsi dal trattamento (in linea generale) e quali potrebbero essere alcuni degli obiettivi che andranno perseguiti durante la terapia e dopo il recupero.

Al seguente link il documento in lingua italiana, traduzione a cura dei Prof.ri Umberto Nizzoli e Cristina Segura-Garcia, Società Italiana per lo studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDAC):

Documento sullo studio dei disturbi alimentari

Documento dell’Academy for Eating Disorders (AED).

Informazioni sui Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione

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Sostegno psicologico post-operatorio

Sostegno psicologico post-operatorio

Un importante fattore nella determinazione di una stabile perdita di peso a lungo termine in seguito a chirurgia bariatrica riguarda i cambiamenti dello stile di vita. Infatti, quest’ultimi, hanno un effetto positivo sulla perdita di peso e sulla sua stabilità nel tempo: è in questo ambito che la figura dello psicologo, insieme a quella del dietologo/nutrizionista, svolge un ruolo importante. Ad esempio, la non aderenza alla nuova dieta potrebbe avere gravi conseguenze per la salute psicofisica della persona. 

Chirurgia bariatrica e sostegno psicologico post-operatorio

I notevoli cambiamenti corporei innescati dalla chirurgia bariatrica e le possibili complicanze post-operatorie hanno importanti ripercussioni su diversi aspetti dell’esistenza della persona: identità, relazioni, lavoro, psiche, ecc. Da una parte, il notevole calo ponderale può portare a miglioramenti nella qualità di vita, compensando disturbi dell’umore o ansiosi, ma, dall’altra, può anche capitare che questi disturbi, mai manifestatisi prima, si palesino, così come un Disturbo Ossessivo-Compulsivo o dell’Alimentazione e della Nutrizione che risultavano essere sottosoglia (ossia ben compensati, che non creavano significative difficoltà al soggetto) prima dell’operazione, se non adeguatamente trattati, si acutizzino in seguito all’operazione.

Sostegno di un professionista

Contatta uno specialista per un sostegno psicologico post-operatorio

Per tutti questi motivi è utile, se non necessario, l’aiuto di un professionista della salute mentale anche nella fase post-operatoria.

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Chirurgia bariatrica

Chirurgia bariatrica

 Le patologie croniche, di cui fa parte anche l’obesità, determinano l’86% delle morti e il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia. I quattro principali fattori di rischio che sono alla base del loro manifestarsi sono: fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica. Le ultime due dell’elenco rappresentano i principali motivi del preoccupante e continuo aumento della prevalenza di sovrappeso e obesità nel nostro paese e non solo

Sovrappeso e obesità

Ad esempio, in Europa, sovrappeso e obesità sono responsabili di circa l’80% dei casi di diabete di tipo 2, del 55% dei casi di ipertensione arteriosa e del 35% dei casi di cardiopatia ischemica che, in numeri, si traduce in un milione di morti e dodici milioni di malati l’anno. Di conseguenza, la necessità di promuovere politiche e interventi atti a ridurre e risolvere il problema dell’obesità trova la sua ragion d’essere nell’ormai ben nota correlazione tra obesità e qualità/aspettativa di vita.  

La chirurgia bariatrica

Un trattamento che è risultato essere efficace per l’ottenimento del calo ponderale e di conseguenza del miglioramento delle condizioni di salute, della qualità di vita e dell’aumento dell’aspettativa di vita per le persone con obesità è la chirurgia bariatrica.

Cos’è la chirurgia bariatrica

“La chirurgia bariatrica è una disciplina codificata che si è dimostrata efficace nel trattamento dell’obesità determinando una perdita di peso mantenuta a lungo termine, con miglioramento o risoluzione delle comorbilità associate permettendo un allungamento della spettanza di vita. La chirurgia bariatrica riduce, infatti, la mortalità generale, cardiovascolare e da ogni altra causa ed è in grado di determinare il miglioramento complessivo della qualità di vita dei pazienti affetti da obesità. L’entità del miglioramento della qualità di vita del paziente obeso sottoposto a intervento di chirurgia dell’obesità è indipendente dal tipo di procedura effettuata ed è strettamente correlata all’andamento del peso corporeo registrato nel corso del follow-up a lungo termine dopo l’intervento chirurgico. La qualità di vita rimane soddisfacente quando la percentuale di perdita di peso corporeo in eccesso rispetto a quello iniziale si mantiene al di sopra del 10%.” (Linee guida di chirurgia dell’obesità. S.I.C.O.B., 2016).

Obesità e chirurgia bariatrica

L’obesità è una malattia multifattoriale la cui eziologia è determinata da fattori genetici, metabolici, ormonali, psichici e sociali che ne condizionano e sostengono il quadro clinico (S.I.C.O.B, 2011). La componente multifattoriale della malattia evidenzia la necessità di un intervento multiprofessionale, mentre l’importante ruolo degli aspetti psico-sociali comporta l’intervento dello psicologo.

In fase pre-operatoria, lo psicologo si occupa della valutazione dello stato psicologico per il rilascio o meno della certificazione per l’idoneità psicologica all’intervento di chirurgia bariatrica e/o, nel caso di esito negativo di quest’ultima, di aiutare la persona a risolvere le proprie difficoltà in modo da risultare  idonea all’intervento. In fase di follow-up, tramite il sostegno psicologico, la psicoterapia, ecc., sostiene l’individuo nel raggiungimento e, soprattutto, il mantenimento a lungo termine dei risultati.

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Approfondimenti della Chirurgia Bariatrica

Certificazione per idoneità
psicologica alla chirurgia bariatrica

valutazione psicologica in chirurgia bariatrica

Sostegno psicologico
post-operatorio

Sostegno-psicologico

La valutazione psicologica in chirurgia bariatrica

La valutazione psicologica in chirurgia bariatrica

Ad oggi, non esistono dei dati basati sull’evidenza (evidence-based) che permettano di stabilire delle linee guida standardizzate e approvate dalla comunità scientifica di riferimento per la valutazione dell’idoneità alla chirurgia bariatrica.

Articoli con indicazioni per una valutazione psicologica in chirurgia bariatrica

Il seguente articolo farà riferimento alle indicazioni metodologiche contenute nel documento “Suggerimenti per la valutazione psicologico-psichiatrica del paziente obeso candidato alla chirurgia bariatrica” di L. Busetto, M. L. Cerbone, C. Lippi, F. Micanti, S. Sampietro, approvato dal CD SICOB il 3 ott. 2011. Tale documento è stato redatto con l’obiettivo di fornire alcuni utili suggerimenti agli operatori clinici (psicologi e psichiatri) che si occupano della valutazione psicologico-psichiatrica del paziente obeso candidato alla chirurgia bariatrica, ma può risultare utile anche per coloro che hanno intenzione di sottoporsi all’intervento e non sanno cosa aspettarsi da tale valutazione.

Scopo della valutazione psicologico-psichiatrica in chirurgia bariatrica

Lo scopo della valutazione psicologico-psichiatrica, in chirurgia bariatrica, è quello di individuare, da una parte, la presenza di condizioni psicologiche/psichiatriche che potrebbero essere di ostacolo alla riuscita del percorso e, dall’altra, le caratteristiche di personalità che potrebbero influire negativamente sull’adesione al programma post-intervento e/o al raggiungimento degli obiettivi (ad es. motivazione, aspettative, condizioni psicosociali, risorse, ecc.).

Colloquio clinico per una valutazione psicologica in chirurgia bariatrica

Per raggiungere tale fine, gli strumenti di cui si avvale lo specialista sono il colloquio clinico e l’indagine psicometrica (somministrazione di test). Da questo processo possono risultare tre possibilità:

  1. L’idoneità all’intervento;
  2. Il riconoscimento di una condizione psicopatologica o di una personalità tendente a determinati disturbi psicologici (ad es. Disturbi Depressivi, Disturbi d’Ansia, Binge Eating Disorder (BED), Night Eating Syndrome (NES), Disturbo Ossessivo-Compulsivo) che, essendo dei predittori negativi, meritano una particolare attenzione e/o interventi terapeutici che permettano di accedere al percorso di chirurgia bariatrica o di non inficiare l’iter post-operatorio.
  3. Un quadro psicopatologico/psichiatrico grave che rappresenta una controindicazione all’intervento, caratterizzato da: Disturbi Bipolari, Depressione Maggiore, Disturbi dello Spettro della Schizofrenia, Disturbi Psicotici, Disturbi Correlati a Sostanze (Alcol, sostanze psicotrope, ecc.), Disturbo del Controllo degli Impulsi e della Condotta, Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione.

Valutazione psicologica

La valutazione psicologica, oltre ad indagare lo stato mentale dell’individuo candidato all’operazione di chirurgia bariatrica, sarà orientata all’analisi della storia del peso corporeo, della storia dei trattamenti dietetici, del comportamento alimentare, della motivazione al cambiamento, delle aspettative, della capacità di aderire alle prescrizioni, dell’immagine corporea, della qualità di vita e delle risorse socio-economiche.

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Oppure visita il sito di S.I.C.OB.

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