L’obesità si configura come una malattia cronica, complessa e multifattoriale, influenzata da fattori genetici, fisiologici, ambientali e psicologici ed è associata a numerose e gravi conseguenze per la salute (diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia, cardiopatia ischemica, tumori specie dell’apparato gastroenterico, sindrome delle apnee notturne, osteoartrite, ecc.) che richiede una gestione complessa e a lungo termine (Novo Nordisk). 

Di recente è stato condotto uno studio a livello internazionale, l’Action Io (Awareness, Care and Treatment In Obesity Management – an International Observation, promosso da Novo Nordisk), con l’obiettivo di studiare gli ostacoli nella gestione dell’obesità: sono stati coinvolti oltre 14500 persone con obesità e quasi 2800 operatori sanitari provenienti da 11 paesi. Nello specifico, il focus è stato posto sull’identificazione delle percezioni, delle attitudini, dei comportamenti e degli ostacoli che le persone e le figure professionali coinvolte incontrano nella cura dell’obesità. 

1. I risultati

L’analisi dei dati ricavati dall’Action Io ha evidenziato importanti differenze di genere rispetto al modo e alle motivazioni con cui vengono affrontati peso e gestione dell’obesità. 

In particolare, gli uomini hanno maggiori probabilità di segnalare complicanze cardio-metaboliche, mentre le donne hanno il doppio delle probabilità di segnalare ansia o depressione. Le donne sono più propense a fare diversi tentativi per perdere peso e a sottoporsi al trattamento farmacologico o a quello chirurgico, anche se il 75% riacquista peso dopo 6 mesi, rispetto ad oltre la metà degli uomini (https://www.novonordisk.it/content/dam/Italy/AFFILIATE/www-novonordisk-it/Home/About%20Novo%20Nordisk/Documents/ECO%20ICO%20Action%20IO.pdf). 

Un altro fattore importante nel decorso della malattia è l’età d’esordio: se avviene prima dei 20 anni è associata a maggiore gravità e rassegnazione. Le persone con obesità a esordio precoce hanno riferito di non sentirsi in grado di superare i problemi di peso e che quest’ultimo controlla la loro vita.  

Difficilmente le persone con obesità chiedono aiuto ai professionisti (prima tentano svariate volte con il “fai da te”), da una parte, sottovalutano la gravità della malattia e il loro peso, dall’altra, sono gli stessi medici a sottostimarla o a ritenere che questi individui siano poco motivati a dimagrire: un primo passo, richiesto dai soggetti stessi, potrebbe essere proprio quello, da parte del medico, di iniziare a parlare con loro dell’argomento obesità e delle implicazioni ad essa collegate.

In conclusione, data la complessità di questa malattia e le differenze individuali risulta fondamentale adattare i trattamenti ai bisogni e ai comportamenti soggettivi per una migliore cura della malattia attraverso un lavoro d’equipe multidisciplinare, la differenziazione delle professionalità, l’individualità degli interventi e, soprattutto, la prevenzione.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni o pensi di avere bisogno di aiuto rispetto a questo argomento contattami a info@psicologovigevano.com o chiamami al 3926778413

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