Quali sono i cambiamenti a cui porre attenzione e che potrebbero essere indicativi del futuro sviluppo dell’anoressia nervosa?

Come ha inizio l’Anoressia? Possono essere diversi i motivi che potrebbero innestare l’evolversi di questo disturbo. Essi vanno ricercati nell’esperienza dell’individuo e generalmente coincidono con eventi esistenziali negativi o dolorosi che innescano un’alterazione del senso di stabilità personale. Tali eventi esistenziali negativi possono riguardare una rottura relazionale (affettiva o amicale) oppure la disconferma da parte di una figura significativa.

Tendenzialmente, sono esperienze caratterizzate dal venir meno di una fonte di co-percezione (Alterità) che dia senso all’esperienza causando un senso di vuoto dovuto alla non familiarità di quest’ultima.

Nella fase iniziale, o premorbosa, avvengono dei cambiamenti comportamentali, emotivi, psicologici ed esistenziali che possono permettere di riconoscere precocemente la sofferenza dell’individuo. L’individuazione di tali cambiamenti consentirebbe la possibilità di effettuare un intervento tempestivo con conseguenti maggiori probabilità di guarigione e migliori risultati rispetto a quando il disturbo si sarà cronicizzato.

Queste nozioni risultano particolarmente importanti per genitori e familiari perché, soprattutto all’inizio della malattia, che comunemente esordisce nell’adolescenza (anche se ultimamente l’età d’esordio si sta ulteriormente abbassando), potrebbero non dare peso ai cambiamenti in atto, o considerarli positivamente, oppure scambiarli per un’altra difficoltà e considerarli transitori minimizzando così le problematicità.

Generalmente, il primo e più evidente cambiamento riguarda il rapporto con il cibo. L’adolescente inizia a seguire una dieta per perdere i chili in eccesso, ma una volta raggiunto l’obiettivo prefissato non si ferma. Il calo ponderale diventerà evidente nel giro di pochi mesi, tra i 3 e i 6, non destando preoccupazione tra famigliari, parenti e amici. La dieta diventerà sempre più ristretta e selettiva, verranno esclusi cibi ad alto contenuto calorico, grassi, zuccheri e carboidrati. Parallelamente si potrebbe sviluppare un particolare interesse per la cucina, traducendosi nella raccolta di ricette, o nell’appassionarsi a programmi televisivi dedicati al tema, o ancora nell’iniziare a cucinare per famigliari e amici. In questa fase, l’individuo potrebbe manifestare mancanza di appetito, senso di gonfiore, dolori di stomaco, digestioni difficili, precoce senso di sazietà e nausea. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, può anche succedere che in seguito ai periodi di restrizione alimentare possano seguire episodi di abbuffate incontrollate.

Alla dieta l’individuo potrebbe affiancare altri comportamenti volti a raggiungere il proprio obiettivo. Inizia a praticare attività fisica in maniera eccessiva, o a mettere in atto condotte di eliminazione come vomito autoindotto, oppure a utilizzare lassativi e diuretici. Inoltre, potrebbe saltare dei pasti o trovare delle scuse per farlo, mangiare in pubblico è di solito fonte di frustrazione e vergogna. 

Anche il modo di vestirsi cambia: si trova in difficoltà nella scelta degli abiti, optando per vestiti che nascondano le forme e mettendo sempre gli stessi nonostante possa disporre di un’ampia scelta. Il rapporto con la pesa e lo specchio diventa quasi compulsivo e i temi riguardanti le forme del corpo, il cibo e la conta delle calorie diventano pensieri ossessivi e totalizzanti.

Tendenzialmente, le persone che sviluppano questo disturbo sono delle perfezioniste, ad es. essere le prime della classe o le migliori nello sport, e molto sensibili al giudizio. Nella fase iniziale, detta luna di miele, a cui seguirà un acuirsi dei sintomi, potrebbe manifestarsi un particolare stato di euforia, senso di benessere e onnipotenza.  

Cambiamenti importanti riguardano il rapporto con il mondo e gli Altri. Il carattere che di solito le caratterizza è quello di persone miti, diligenti e socievoli. L’anoressia le cambia, facendole apparire come chiuse, scontrose, suscettibili e intolleranti, diventando abili a mentire e a manipolare le altre persone. Si convertono in individui solitari, abbandonano le attività sociali e quotidiane ritirandosi socialmente. Hanno inoltre difficoltà ad avere esperienze affettive e sessuali adeguate all’età.

Le caratteristiche e i cambiamenti che ho appena esposto non sono deterministici. Non bisogna fare la conta e spuntarle per effettuare una diagnosi, diverse persone possono manifestarle e non è detto che sviluppino l’Anoressia. Quelli che ho elencato sono solo alcuni degli aspetti che ricorrono nel campione rappresentativo delle persone con questo disturbo, dei possibili fattori di rischio. Il mio scopo è quello di far si che si ponga la giusta attenzione sui determinati comportamenti e di fornire delle nozioni utili a chi ha a che fare con questa psicopatologia affinché, se fosse il caso, sappia riconoscerla e possa intervenire precocemente in modo da avere maggiori possibilità di successo. Il consiglio è sempre quello di chiedere aiuto a uno professionista perché da questo disturbo si può guarire.

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